In vetrina

LIBRI DAL NOSTRO SCAFFALE

UN LIBRO LITURGICO DEL 1795 DI JOHANN G. HERDER – WEIMAR, TURINGIA

Intervista al Direttore realizzata dalla dott.ssa Flavia Castelli (Roma)

Inizierei chiedendoLe quale volume è stato scelto per iniziare questa rubrica dedicata alla storia dei libri posseduti dalla biblioteca e perché.

Abbiamo scelto un libro tedesco, anche per indicare il nucleo fondante di testi germanistici della nostra biblioteca, un esemplare molto particolare, legato alla cittadina di Weimar in Turingia. Questa città è stata la culla dell’Umanesimo tedesco, quel periodo complesso tra fine ‘700 e inizio ‘800 che ha visto in Goethe e Schiller i suoi dioscuri, i suoi principali esponenti.
Si tratta di un libro di chiesa, forse più propriamente di canti liturgici, che accompagnavano probabilmente le funzioni religiose.

Rispetto alla storia di questo esemplare, può raccontarci da quanto tempo e come è arrivato in biblioteca?

L’arrivo in biblioteca è veramente di parecchi anni fa. Ero a Weimar per una delle prime borse di studio che ho avuto in Germania, tra il 1984 e il 1985, e durante questo periodo avevo la gioia e il grande piacere di vivere l’atmosfera di questa cittadina, un’atmosfera estremamente particolare. Pur essendo nel pieno del regime socialista di quella che era la vecchia DDR, la Deutsche Demokratische Republik, e nonostante il persistente odore di carbone che si respirava arrivando, a Weimar c’era un meraviglioso parco sul fiume Ilm e la prospicente casa di Goethe, vicinissima tra l’altro alla casa di Schiller, alla casa di Herder e a quella di Wieland, che sono quattro tra i talenti assoluti che hanno caratterizzato la Weimar del 1700. Inoltre, non possiamo dimenticare che anche un certo Franz Liszt abitò a Weimar e, come tutti sappiamo, fu un grandissimo musicista, oltre che pianista.
Mentre ero lì mi imbattei in un negozio d’antiquariato, una delle librerie che da sempre amo, e in vetrina scoprii questo volume che mi sembrò pregevole. Era del 1795 e mi parve subito estremamente interessante, sia per l’aspetto esteriore, con un livello di conservazione buono nell’insieme, sia per dei particolarissimi segni distintivi di cui parleremo dopo.

La filigrana di una carta di guardia

Possiamo quindi dire che questo volume, il suo autore e la città in cui Lei lo ha acquistato siano molto legati, come se tutto fosse un po’ connesso.

Assolutamente sì. Questa è in fondo la vera particolarità, come Lei riconosce giustamente. È veramente un libro molto legato a quel luogo dove è nato e dove è stato acquistato da me, in una libreria antiquaria. Weimar, lo ricordiamo, ha una storia incredibile, anche perché nel ‘900, come sappiamo, c’è stata la famosa Repubblica di Weimar, quindi la sua importanza non si ferma solo al ‘700 o all’800. E parliamo di un centro estremamente piccolo, una cittadina più piccola di Jena e sicuramente più piccola di Erfurt che sono gli altri due centri importanti della Turingia, una regione bellissima oggi pienamente incorporata nella Germania riunificata.
La particolarità, ripeto, sta nel fatto che mi sembrava un libro di grande pregio e vederlo firmato da questo grande filosofo, teologo e studioso delle lingue che è stato Johann Gottfried Herder è stato un motivo in più per acquistarlo. Forse, se fosse stato un qualsiasi libro liturgico non mi sarei spinto ad acquistarlo, ma avendo la firma di Herder mi sembrò particolare. Herder era stato un personaggio veramente di spicco nella Weimar di quegli anni, fu nominato anche nella Loggia massonica Anna Amalia e, visto che parliamo di un testo religioso, ricordiamo anche che fu sovrintendente del clero a Weimar.

I tagli goffrati

Concentrandoci su questo esemplare, quali sono le caratteristiche di pregio e i segni distintivi, soprattutto di possesso?

Oltre alle caratteristiche specifiche che Lei mi ha ricordato e indicato, come ad esempio la filigrana della carta o i tagli dorati e goffrati, quello che mi colpì inizialmente e mi ha sempre affascinato è il grande legame con l’uso che si faceva di questi testi a quei tempi. Si tratta di libri effettivamente usati molto in Chiesa e lo testimonia il fatto che sia presente un contrassegno di possesso davvero particolare. Nel contropiatto è inciso un cuore che si apre come una finestrella e mostra il nome della proprietaria, Adelheid Laura Conradine Hauenschildrin, in lettere dorate gotiche. Il cuore simboleggia proprio questo legame tra l’aspetto religioso, in quanto simbolicamente legato al cuore di Gesù, e la bellezza anche estetica di questo dettaglio di un volume così personale. Inoltre, si tratta di un contrassegno di possesso di una certa dimensione e originale del ‘700. È facile comprendere perché mi sembrò estremamente particolare questo dettaglio.

Il particolare contrassegno di possesso

Per concludere vogliamo aggiungere che questo libro si trova nella nostra Biblioteca, ovviamente visibile per il pubblico che fosse interessato. Il personale addetto sarà disponibile a indicare e spiegare gli adeguati e necessari accorgimenti da adottare per la sua consultazione. Naturalmente lo stesso volume è escluso da qualsiasi forma di prestito.


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