Il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (settembre 2012) in occasione dell’incontro con Heinz Fischer, presidente austriaco

Intervento del Presidente della Repubblica Italiana

Giorgio Napolitano

all’incontro col Presidente della Repubblica d’Austria

presso Kurhaus – Merano – 5 settembre 2012

E’ un’occasione importante, quella che celebriamo oggi qui insieme, a nome della Provincia Autonoma di Bolzano, della Repubblica Italiana e della Repubblica d’Austria. Un’occasione importante per porre, ancora una volta e più che mai, in piena evidenza il significato e il valore europeo della soluzione data alla questione altoatesina e dell’esperienza pluridecennale compiuta su quella base. E sono particolarmente lieto della partecipazione a questa cerimonia del Presidente austriaco Heinz Fischer, a cui mi legano un’antica stima e personale amicizia e una sostanziale, significativa comunanza di visione europea.

Il 5 di settembre è rimasto un giorno scolpito nella nostra memoria storica condivisa da quando, sessantasei anni fa, segnò la data della firma, a Parigi, dell’accordo De Gasperi-Gruber. In quell’accordo vennero affermati con chiarezza e coraggio principi altamente innovativi per consentire una pacifica e prospera convivenza tra popolazioni diverse per etnia, lingua e cultura, con speciali riconoscimenti per la più vasta comunità, quella dei cittadini di lingua tedesca.

La concreta attuazione di quei principi e dell’intesa generale sottoscritta dai governi italiano ed austriaco, non è stata una passeggiata. Sia perché si è rivelata complessa, richiedendo molteplici specificazioni e adempimenti. Sia perché non mancarono incomprensioni e ostilità anche virulente.

Ma tutto questo – difficoltà e contrasti di qualsiasi natura – è stato via via superato ; fino alla solenne dichiarazione, nel 1992, in sede di Nazioni Unite, della conclusiva, piena composizione della controversia altoatesina. Ed è questo ventesimo anniversario, in particolare, che ha spinto il Presidente Durnwalder, a invitare – e gliene sono grato – qui a Merano me e il collega Fischer, e anche a rimettere a entrambi – con gesto che ho altamente apprezzato – l’onorificenza conferitaci dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

Possiamo compiacerci tutti del cammino percorso, che ha richiesto forte e convergente volontà politica, spirito di pace, misura e moderazione, pazienza e slancio innovativo. “Lo Statuto Speciale di Autonomia del Trentino Alto Adige-Süd Tirol” – Regione nella quale sono associate le due provincie autonome di Bolzano e di Trento – costituisce “un riuscito modello di tutela delle minoranze e di serena coabitazione”. Queste parole della dichiarazione comune sottoscritta dieci anni fa dai nostri predecessori Ciampi e Klestil, conservano intatta la loro validità : nulla riuscirà a riaprire dispute anacronistiche tra i nostri due paesi e tra le comunità, in modo particolare quella italiana e quella tedesca, che convivono operosamente in questa regione. Crediamo profondamente in valori come quelli del bilinguismo e del biculturalismo, che qui si praticano con spirito europeo : e vorrei esprimere a questo proposito un vivo apprezzamento e incoraggiamento per il benemerito, qualificato impegno portato avanti dall’Accademia di Studi italo-tedeschi presieduta dall’Ambasciatore prof. Luigi Vittorio Ferraris.

Signore e Signori, il processo di integrazione europea, la costruzione di un’Europa unita, sta attraversando una fase difficile. Ma l’essenziale, per superare le difficoltà, è che le forze politiche e sociali, le opinioni pubbliche, i cittadini dei nostri paesi, non smarriscano mai la consapevolezza delle straordinarie conquiste di civiltà che associandoci prima nella Comunità e poi nella più vasta Unione Europea, abbiamo potuto conseguire. In primo luogo la pace nel cuore dell’Europa, grazie alla riconciliazione franco-tedesca ; e via via il superamento di altri contenziosi del passato tra Stati, tra popolazioni, tra maggioranze e minoranze etnico-linguistiche. E’ in questo prezioso bilancio che si iscrive la pacificazione e cooperazione in Alto Adige ; e si iscrive, grazie a risultati conseguiti specialmente negli ultimi due anni, sulle sponde del mare Adriatico, la riconciliazione e nuova cooperazione tra Italia, Slovenia e Croazia.

E allora, diano forza queste conquiste a un nostro comune, convinto e coerente impegno per far avanzare la causa dell’integrazione e dell’unità europea.

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